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Tratta dell’elogio alla vita il nuovo calendario Miran

Progettare un calendario d’arte con immagini realizzate da fotografi contemporanei, significa unire con lungimiranza l’estetica della comunicazione, il dispositivo opera e il massaggio fisioterapico dell’arte, alla capacità fabrile e industriale dell’azienda. Significa collaborare a un progetto di Arte / Impresa – organismi che, insieme, favoriscono la crescita personale e collettiva, sociale ed economica; significa infine riferirsi alla struttura della società culturale moderna che inizia nel Rinascimento sino a coinvolgere i grandi esempi illuminati, soprattutto italiani, del Novecento. La poetica che scaturisce dal pensiero dell’artista e la sua capacità di considerare situazioni, urgenze, necessità, che nella manipolazione della visione trovano l’epifania dell’opera, elevano le coscienze strutturando un ponte generativo di azioni positive.

L’argomento scelto da Miran quale nucleo centrale del progetto 2022 è Elogio alla vita, naturale e intelligente proposizione esistenziale in questa complessa contingenza storica. Il calendario diviene in tal modo oggetto testimoniale portatore di valori ed energie, messaggio metaforico della assoluta libertà del pensiero.

Le fotografie si mettono a disposizione dello sguardo per rappresentare ma al contempo per essere sé stesse, intense, iconiche, astratte o realistiche, sempre vere e mai verosimili. I colori accesi interpretano lo stato d’animo, di chi guarda e di chi è guardato, per uno scambio circolare che è essenza stessa dell’arte. Il mood dell’operazione artistica nella sua interezza è assolutamente lineare esprimendo ogni immagine qualcosa di molto vicino alla spensieratezza, all’energia, alla pura gioia; ma la concezione spaziale e temporale di ogni singolo soggetto è unica, concedendosi con libertà alla presenza di figure, a pause di silenzi, alla vista di luoghi affollati, a oggetti simbolo, ad architetture e geometrie, a fronde di vegetazioni, corpi nel mare, paesaggi, per un processo incostante di sincopi e deviazioni, come a seguire la naturale entropia dell’universo.

La contemporaneità emette delle revisioni “dimenticate a memoria” per spirito sovversivo o strategie di tradimento, per un’ineluttabile spinta in avanti compiuta con l’elasticità di passi intelligenti e complessità connaturate. L’insieme delle immagini realizzate da dodici fotografi di diverse nazionalità e culture, diviene quindi una sequenza che, per forza e per amore, si fa coro unanime formato da voci sole, riflettendo su sé stessa attraverso livelli di coscienza differenti, tentativi individuali ma inconsciamente solidali di abitare il terreno fertile e straniante dell’arte. Strumento visivo straordinario di una narrazione poetica romantica e cruda, il calendario ci trasporta in magici universi paralleli, laddove è possibile scoprire zone incontaminate mettendo sotto scacco la realtà e il mondo.

Martina Cavallarin